Ogni giorno utilizziamo smartphone, computer, applicazioni e servizi online che raccolgono una quantità crescente di informazioni su di noi: dati personali, posizione, abitudini, preferenze, contatti e attività online.
Come proteggere la privacy digitale in un mondo sempre più connesso? Non significa necessariamente rinunciare alla tecnologia. Significa anche sapere quali dati lasciamo, chi può accedervi e quali strumenti possiamo utilizzare per avere un maggiore controllo sulle nostre informazioni.
La buona notizia è che proteggere la privacy digitale è alla portata di tutti. Non servono necessariamente grandi investimenti: spesso bastano alcune scelte consapevoli e strumenti gratuiti.
Per capire da dove iniziare, possiamo considerare tre livelli fondamentali:
- il dispositivo, cioè lo smartphone o il computer;
- il sistema operativo;
- le applicazioni e i servizi che utilizziamo.
Perché proteggere la privacy digitale?
La privacy non riguarda soltanto le informazioni che consideriamo “segrete”.
Le nostre attività digitali possono rivelare moltissimo: dove ci troviamo, quali siti visitiamo, con chi comunichiamo, quali prodotti cerchiamo, quali servizi utilizziamo e quali sono le nostre abitudini.
Presi singolarmente, alcuni dati possono sembrare poco importanti. Insieme, però, possono creare un profilo molto dettagliato di una persona.
Proteggere la privacy digitale significa quindi mantenere un maggiore controllo sulla propria identità digitale e sulle informazioni che la compongono.
Non significa nascondersi. Significa scegliere consapevolmente quali informazioni condividere e con chi.
I tre livelli di come proteggere la privacy digitale
Quando pensiamo alla sicurezza e alla privacy online, spesso ci concentriamo soltanto sulle applicazioni.
In realtà è utile considerare tre livelli:
- dispositivo: smartphone, tablet e computer;
- sistema operativo: Windows, macOS, Linux, Android, iOS e altri sistemi;
- applicazioni e servizi: browser, motori di ricerca, email, cloud, messaggistica e social network.
Una buona strategia di privacy deve considerare tutti e tre.
1. Scegliere dispositivi più rispettosi della privacy
Smartphone e computer non sono tutti uguali dal punto di vista della privacy.
I dispositivi moderni possono integrare numerosi sensori e componenti: fotocamere, microfoni, GPS, accelerometri, sensori di prossimità e altri sistemi in grado di raccogliere o elaborare informazioni.
Tuttavia, la presenza di un sensore non significa automaticamente che i dati vengano raccolti o trasmessi. Molto dipende dal sistema operativo, dalle autorizzazioni concesse alle applicazioni e dai servizi attivi.
Per questo, quando scegli un dispositivo, è utile considerare anche:
- quali dati vengono raccolti dal produttore;
- quali impostazioni sulla privacy sono disponibili;
- per quanto tempo vengono forniti gli aggiornamenti di sicurezza;
- quali applicazioni preinstallate sono presenti;
- quanto controllo hai sulle autorizzazioni;
- se il dispositivo permette di installare sistemi operativi alternativi.
Computer e laptop
Per chi vuole avere maggiore controllo sul proprio computer, alcuni modelli sono particolarmente interessanti perché supportano bene sistemi operativi alternativi come Linux.
Tra le famiglie di laptop spesso utilizzate con Linux troviamo, per esempio Lenovo ThinkPad.
La compatibilità con Linux, però, non rende automaticamente un computer più privato. È soprattutto la possibilità di utilizzare un sistema operativo e un software configurabili secondo le proprie esigenze a offrire maggiore controllo.
Smartphone e privacy
Lo smartphone è probabilmente il dispositivo che utilizziamo più frequentemente e che contiene la maggiore quantità di informazioni personali.
Contatti, fotografie, posizione, messaggi, cronologia, applicazioni e account possono essere tutti collegati allo stesso dispositivo.
Per migliorare la privacy puoi:
- controllare periodicamente le autorizzazioni delle app;
- disattivare l’accesso alla posizione;
- disattivare l’accesso al microfono e alla fotocamera;
- mantenere aggiornato il sistema operativo;
- utilizzare un codice di sblocco robusto;
- attivare la cifratura quando disponibile;
- eliminare le applicazioni che non utilizzi.
Alcuni smartphone, come quelli progettati con particolare attenzione alla riparabilità, possono inoltre offrire maggiore libertà nella scelta del sistema operativo.
Un esempio è Fairphone, che su alcuni modelli supporta sistemi operativi alternativi.
2. Scegliere un sistema operativo più rispettoso della privacy
Il sistema operativo rappresenta il livello software fondamentale del dispositivo. Questo non significa che un sistema operativo sia automaticamente “privato” e un altro “non privato”.
La questione è più complessa e comprende:
- quali dati vengono raccolti;
- quali servizi sono attivi;
- quali impostazioni possono essere modificate;
- quali software possono essere installati;
- quanto controllo ha l’utente sul sistema.
Linux e privacy
Linux è una delle alternative più interessanti per chi desidera maggiore controllo sul proprio computer.
Esistono centinaia di distribuzioni Linux con caratteristiche differenti.
Per chi è alle prime armi, distribuzioni come Linux Mint o Ubuntu possono rappresentare un punto di partenza relativamente semplice.
Per utenti più esperti esistono invece progetti con caratteristiche particolari legate alla sicurezza e alla privacy, come Debian, Qubes OS e Tails.
È importante però ricordare che utilizzare Linux non rende automaticamente anonimi o invisibili online. La privacy dipende anche dalla configurazione del sistema, dai programmi utilizzati e dai servizi online a cui accediamo.
Sistemi operativi alternativi per smartphone
Anche nel mondo mobile esistono progetti che cercano di offrire maggiore controllo rispetto alle configurazioni predefinite.
- Tra questi troviamo, a seconda del dispositivo compatibile:
- GrapheneOS;
- LineageOS;
- /e/OS.
L’installazione e la compatibilità dipendono dal modello di smartphone e richiedono una certa attenzione.
Prima di modificare il sistema operativo è quindi importante verificare la compatibilità oppure chiedere ad esperti nel settore come Green Web Solutions.

3. Utilizzare applicazioni rispettose della privacy
Anche con un dispositivo e un sistema operativo ben configurati, le applicazioni possono raccogliere una quantità significativa di informazioni.
Per questo motivo vale la pena valutare alternative che offrano maggiore trasparenza e controllo per proteggere la privacy digitale.
Navigateur
Il browser è uno degli strumenti che utilizziamo maggiormente per accedere a Internet.
Tra le alternative che pongono particolare attenzione alla privacy troviamo:
- Firefox
- Tor Browser
Tor Browser è progettato per aumentare l’anonimato del traffico attraverso la rete Tor, mentre browser come Firefox permettono di configurare numerose impostazioni relative alla protezione dal tracciamento.
Nessuno strumento rende però automaticamente anonima tutta la propria attività online.
Motori di ricerca
Il motore di ricerca può raccogliere informazioni sulle nostre ricerche e associarle, in misura diversa, alla nostra attività.
Tra le alternative orientate alla privacy troviamo:
- DuckDuckGo
- Swisscows.
La scelta del motore di ricerca è soltanto una parte della strategia: anche il browser, le estensioni e gli altri servizi utilizzati contribuiscono alla nostra impronta digitale.
Messaggistica
Per comunicazioni private è importante utilizzare servizi che offrano una buona protezione delle conversazioni.
Tra le alternative da conoscere troviamo:
- Session
- Element.
Prima di scegliere un servizio di messaggistica è utile verificare quali dati vengono raccolti, come vengono protette le comunicazioni e quali informazioni possono essere associate al proprio account.
Courriel
L’email è uno degli elementi centrali della nostra identità digitale.
Oltre ai servizi tradizionali, esistono provider che pongono maggiore attenzione alla privacy, come Proton Mail e Tuta.
La privacy di un’email, tuttavia, dipende anche dal comportamento del destinatario, dai metadati e dal modo in cui il messaggio viene trasferito tra diversi provider.
Archiviazione cloud
Per documenti e file personali possiamo valutare servizi che offrono maggiore controllo sui dati.
Tra le alternative conosciute troviamo:
- Nextcloud;
- Proton Drive;
- MEGA.
Una soluzione self-hosted come Nextcloud può offrire un livello di controllo particolarmente elevato, ma richiede competenze tecniche e una corretta gestione del server.
4. Utilizzare un password manager
Una delle misure più semplici e importanti per migliorare la sicurezza degli account consiste nell’utilizzare password uniche e robuste.
Riutilizzare la stessa password su più siti è rischioso: se un servizio subisce una violazione, la stessa password potrebbe essere utilizzata per tentare di accedere agli altri account.
Un password manager permette di generare e conservare password differenti per ogni servizio.
Tra le soluzioni conosciute troviamo KeePass, Bitwarden e 1Password.
È inoltre consigliabile proteggere il password manager con una password principale robusta e, quando disponibile, con l’autenticazione a più fattori.
5. Ridurre il tracciamento online
Molti siti utilizzano cookie, script e altre tecnologie per raccogliere informazioni sul comportamento degli utenti.
Per ridurre il tracciamento puoi:
- utilizzare un browser con protezioni anti-tracciamento;
- bloccare cookie di terze parti quando possibile;
- limitare le autorizzazioni dei siti;
- utilizzare estensioni affidabili per il blocco dei tracker;
- cancellare periodicamente i dati di navigazione;
- evitare di accedere sempre allo stesso account quando non è necessario.
È importante però distinguere tra riduzione del tracciamento e anonimato: bloccare alcuni tracker non significa diventare anonimi su Internet.
6. Una VPN protegge davvero la privacy?
Una VPN può essere uno strumento utile, ma è importante sapere cosa fa realmente.
Quando utilizzi una VPN, il traffico viene instradato attraverso il server del provider VPN. In questo modo il tuo provider Internet non vede direttamente tutte le destinazioni a cui ti connetti e i siti visitati vedono generalmente l’indirizzo IP del server VPN invece del tuo.
Ma una VPN non rende anonima tutta la tua attività online.
Il provider VPN diventa infatti un soggetto importante nella gestione del traffico e può essere in grado di raccogliere determinate informazioni, a seconda della propria infrastruttura e delle proprie politiche.
Per scegliere una VPN è quindi opportuno verificare:
- quali dati vengono registrati
- dove ha sede il provider;
- quali informazioni conserva;
- come vengono gestiti i pagamenti;
- quali protocolli utilizza.
Tra i servizi conosciuti nel settore troviamo Proton VPN e Mullvad.
7. Proteggere la privacy digitale non richiede necessariamente grandi spese
Una delle idee più importanti da tenere a mente è che proteggere la privacy digitale non significa necessariamente spendere molto.
Molti strumenti utili sono gratuiti e open source.
Il software open source permette a sviluppatori e ricercatori di esaminare il codice sorgente, aumentando la possibilità di individuare problemi e verificare come funziona il programma.
Questo, però, non significa automaticamente che ogni software open source sia privato o sicuro. È comunque necessario considerare la reputazione del progetto, la sua manutenzione, gli aggiornamenti e il modo in cui gestisce i dati.
La privacy è quindi soprattutto il risultato di scelte consapevoli e di una corretta configurazione degli strumenti che utilizziamo.
Privacy digitale in Svizzera
Per chi vive in Svizzera esiste anche un quadro normativo specifico sulla protezione dei dati.
La Legge federale sulla protezione dei dati (LPD) disciplina il trattamento dei dati personali e definisce diversi diritti e obblighi.
L’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT) mette a disposizione informazioni e indicazioni sulla protezione dei dati personali, anche per quanto riguarda Internet, cookie e sistemi di tracciamento.
La normativa è però soltanto una parte della questione.
La protezione della privacy digitale dipende anche dalle scelte quotidiane che facciamo quando utilizziamo dispositivi, applicazioni e servizi online.
Conclusione: come proteggere la privacy digitale ogni giorno
Come proteggere la privacy digitale? Non esiste una singola applicazione o impostazione capace di risolvere tutto.
La strategia migliore consiste nel combinare diverse misure: scegliere con attenzione dispositivi e sistemi operativi, controllare le autorizzazioni delle applicazioni, utilizzare password uniche, limitare il tracciamento e valutare con attenzione quali servizi affidare ai propri dati.
Non è necessario diventare esperti di sicurezza informatica.
Puoi iniziare dalle basi e procedere gradualmente verso soluzioni più avanzate per comprendere come proteggere la privacy digitale.
La privacy digitale non consiste nel vivere senza tecnologia. Consiste nell’utilizzare la tecnologia mantenendo il maggior controllo possibile sui propri dati, sulla propria identità digitale e sulle proprie scelte.
