Se la privacy è una delle tue priorità, esistono diverse app di messaggistica sicura che adottano approcci differenti alla protezione delle conversazioni, dei dati e dei metadati.
In questa guida analizziamo alcune delle principali alternative: Session, Briar ed Element, confrontandole dal punto di vista della privacy, della crittografia e dei dati necessari per utilizzare il servizio.
L’obiettivo non è trovare un’app perfetta per tutti, ma capire quali caratteristiche valutare prima di scegliere. In ogni caso, evitare Whatsapp, Signal e Telegram.
Cosa significa davvero messaggistica sicura?
Prima di confrontare le varie applicazioni, è importante chiarire cosa intendiamo per “sicura”.
Un’app di messaggistica può utilizzare la crittografia end-to-end (E2EE) per proteggere il contenuto delle conversazioni durante la comunicazione. In questo modello, il contenuto dei messaggi è progettato per essere leggibile soltanto dai partecipanti alla conversazione.
La crittografia end-to-end, però, non significa automaticamente anonimato o privacy totale.
Esistono infatti anche i metadati, cioè informazioni relative alla comunicazione: ad esempio chi comunica con chi, quando avviene una comunicazione o quali dispositivi vengono utilizzati. La quantità e il tipo di metadati raccolti dipendono dall’architettura e dalle scelte progettuali di ogni servizio.
Per questo, quando si valuta un’app di messaggistica sicura, conviene considerare almeno:
- crittografia end-to-end;
- quantità di dati raccolti;
- necessità di numero di telefono o indirizzo email;
- gestione dei metadati;
- codice open source;
- modalità di verifica dell’identità dei contatti;
- funzionamento dell’infrastruttura;
- facilità d’uso.
Session: messaggistica senza numero di telefono
Session è progettata con un’attenzione particolare alla riduzione dei dati associati all’utente.
La registrazione non richiede un numero di telefono o un indirizzo email. Il sistema utilizza inoltre una rete decentralizzata per la gestione delle comunicazioni.
Questo approccio può risultare interessante per chi vuole separare l’identità digitale dall’identità telefonica.
I vantaggi di Session
- nessun numero di telefono richiesto;
- nessun indirizzo email necessario per la registrazione;
- crittografia end-to-end;
- architettura decentralizzata;
- maggiore separazione tra identità reale e account.
Come per qualsiasi soluzione orientata alla privacy, però, è importante considerare anche il compromesso tra privacy, prestazioni, disponibilità delle funzioni e facilità d’uso.
Briar: messaggistica progettata per ridurre la dipendenza dai server
Briar adotta un approccio ancora più particolare.
L’app è progettata per funzionare senza dipendere necessariamente da un server centrale per tutte le comunicazioni. A seconda dello scenario, Briar può utilizzare connessioni internet oppure collegamenti locali tra dispositivi.
Questa caratteristica la rende interessante soprattutto per chi vuole approfondire modelli di comunicazione più decentralizzati.
Perché utilizzare Briar?
- non richiede necessariamente un numero di telefono;
- architettura peer-to-peer;
- crittografia end-to-end;
- possibilità di comunicare attraverso reti locali in determinati scenari;
- codice open source.
Briar è però meno immediata rispetto alle app di messaggistica più diffuse. È quindi una soluzione particolarmente interessante per chi mette la privacy e la resilienza dell’infrastruttura davanti alla semplicità d’uso.
Element: una soluzione basata sul protocollo Matrix
Element è il client più conosciuto dell’ecosistema Matrix, un sistema di comunicazione decentralizzato e interoperabile.
A differenza delle app tradizionali, Matrix permette di utilizzare server differenti e comunicare attraverso una rete federata.
Element supporta la crittografia end-to-end nelle conversazioni appropriate e offre funzionalità che vanno oltre la semplice messaggistica, come chat di gruppo, chiamate e collaborazione.
Element è adatto alla privacy?
Può esserlo, ma il modello è più complesso rispetto a quello di un’app tradizionale.
La decentralizzazione offre maggiore scelta sull’infrastruttura utilizzata, ma introduce anche aspetti tecnici che l’utente deve comprendere, soprattutto quando si sceglie un server o si gestisce un proprio homeserver.
aQuale app di messaggistica sicura scegliere?
Non esiste necessariamente una soluzione migliore in assoluto. La scelta dipende dalle proprie esigenze.
Session può attirare chi è interessato a un’architettura decentralizzata e alla separazione dall’identità telefonica.
Briar è particolarmente interessante per chi vuole esplorare comunicazioni peer-to-peer e scenari in cui la dipendenza dall’infrastruttura centralizzata è ridotta.
Element può essere una scelta interessante per chi vuole maggiore flessibilità e un sistema federato basato su Matrix.
La sicurezza non dipende solo dall’app
Scegliere un’app di messaggistica sicura è solo una parte del problema.
Anche il dispositivo utilizzato, il sistema operativo, le impostazioni di sicurezza e le abitudini dell’utente hanno un ruolo importante.
Per esempio:
- utilizza un codice di blocco robusto;
- mantieni aggiornato il sistema operativo;
- installa le app soltanto da fonti affidabili;
- controlla i permessi concessi alle applicazioni;
- evita di condividere informazioni personali non necessarie;
- presta attenzione ai backup;
- verifica l’identità dei contatti quando l’app lo permette;
- utilizza l’autenticazione a più fattori dove disponibile.
In altre parole, anche la migliore tecnologia di cifratura non può compensare completamente un dispositivo compromesso o comportamenti poco prudenti.
Conclusione
Le app di messaggistica sicura non sono tutte uguali. Session, Briar ed Element adottano approcci differenti alla privacy, alla gestione dell’identità e all’infrastruttura.
La scelta dovrebbe quindi partire dalle proprie esigenze: vuoi evitare di utilizzare il numero di telefono? Preferisci un’app semplice e diffusa? Ti interessa un sistema decentralizzato? Oppure vuoi avere maggiore controllo sull’infrastruttura?
Confrontare questi aspetti è molto più utile che cercare semplicemente l’app “più sicura”.
La privacy digitale, infatti, non dipende da una singola applicazione, ma dall’insieme degli strumenti e delle abitudini con cui utilizzi la tecnologia ogni giorno.

